La danza di Teseo
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LA DANZA GRECA

TRADIZIONE E FOLKLORE

In nessun paese europeo la danza locale è così viva e così legata alla vita quotidiana, come in Grecia. Ci sono paesi stranieri con un maggior numero di gruppi di danza, ma qui quest’ultima è sopravvissuta solo grazie agli spettacoli, raramente gli abitanti balleranno le loro danze nelle feste dei paesi, nei matrimoni, o nelle taverne, come avviene in Grecia. Per nessun altro popolo la danza ha un ruolo così importante, come mezzo di mantenimento dell'identità nazionale. In Nord America, si trovano migliaia di greci di seconda e terza generazione che ignorano del tutto o parlano a stento la lingua greca, ma ballano bene le danze greche.

La danza greca vive e regna! Nel piccolo villaggio, come danza tradizionale; nei gruppi di ballo, come danza folkloristica; nelle taverne e nei locali, come danza popolare, con i clarini, lires e buzukia; come danza turistica, con il syrtaki. La festa del matrimonio, dove gli sposi guideranno le danze con gli invitati, rimane ancora e resterà una regola. Sebbene le discoteche si moltiplichino, il liscio subisca una flessione, il balletto e la danza moderna guadagnino terreno, ma la danza greca tiene duro e bene.

Spesso il termine “tradizionale”, si usa in modo improprio e per quanto riguarda, almeno la danza, va chiarito. “Tradizionale”, è la parte del bagaglio culturale (oppure la cultura stessa) che si tramanda direttamente da una generazione all’altra. “Tradizionale”, può essere un oggetto, ma nello stesso tempo lo è sia il modo di produrlo, che il modo di usarlo.

La vera danza tradizionale è quella che è parte integrante ed indivisibile di una società tradizionale. Quando tutta l’istruzione e la cultura si tramandano in modo tradizionale, cosi si tramanderà anche la danza che immediatamente si legherà in maniera organica al resto degli elementi culturali.


Nella società tradizionale, nel villaggio greco del secolo scorso, la danza era interamente rituale e piena di significati. Dirò solo che nella società tradizionale la danza si trova molto vicino al centro della vita sociale, mentre nella società moderna industriale, la danza si colloca nella parte periferica. Mantiene sempre la sua ritualità, esprime sempre la società che la balla, ma le sue funzioni nella nostra società moderna sono parziali e complementari.


Nelle società preindustriali, ballavano re, generali e alti prelati. Ballavano non solo alle feste, ai matrimoni e in taverna, ma prima della battaglia, dopo la caccia, dentro la chiesa, durante l’istruzione ed in ogni occasione ufficiale. La danza era necessaria come l’omelia. Oggi, uno può parlare perfettamente e non aver mai ballato in vita sua. Anche oggi esiste la danza, ma è un elemento accessorio, come molti aspetti della nostra società e possiamo fare tranquillamente a meno.

Il concetto antico della danza è molto profondo. Inanzitutto è più vicino al concetto che ne davano i greci antichi, che non distinguivano la danza, dalla musica e dal canto. Il movimento, il suono e il canto, come una cosa indivisibile nell'orchestrazione, quando si presentavano separatamente, non erano altro che facce della stessa realtà. Questo si vede ancora oggi nel villaggio greco: le parole della canzone, la melodia e i movimenti, formano nel pensiero della gente un unico ed indivisibile concetto.

La danza antica di Pirichios
                                            L'antica danza di Pirichios

A questa interna tridimensionale costruzione, ne corrisponde una esterna polidimensionale. La danza non può essere concepita separatamente dal contesto specifico che la circonda. La danza non è solo passi e movimenti del danzatore, ma anche il suo stesso corpo, il suo costume, gli altri che ballano con lui e quelli che siedono intorno. E’ la musica e i musicisti, il canto e il cantante. Dentro la danza sono i cibi sul tavolo, il vino, quelli che si addormentano seduti, gli anziani che osservano, i bambini che corrono da per tutto, i visi agitati, l’emozione, gli sguardi. E’ tutto quello che è successo prima di arrivare a ballare, e tutto quello che succederà dopo. E’ una scena che include tutta la storia del villaggio.


Il fatto di isolare i passi dei piedi e di presentarli come la danza, è degradante ed offensivo. Infatti, se qualcuno vorrà leggere qualcosa sulla danza tradizionale, troverà solamente libri con le “impronte dei piedi”. Questi libri illustrano la meccanica dei piedi, ma non insegnano a ballare; nel migliore dei casi, esistono per ricordarci, spesso con errori, una danza precedentemente imparata.


Così, l’immagine che presenta oggi la pratica della danza greca, è divisa in due parti. Da una parte, quelli che ballano le “loro” danze, quelle che hanno imparato nel villaggio, in occasione di matrimoni e feste (panighiri). Spesso costoro non conoscono altre danze e non sono interessati nemmeno ad impararle. Quando ballano, vengono attraversati dalla storia del loro villaggio, così come l’hanno vissuta e come gli è stata raccontata. Non importa dove ballano, il loro villaggio si materializza intorno a loro. Sono gli ultimi depositari della tradizione.


Dall’altra parte, c’è tutto il resto: quelli che non hanno vissuto nel villaggio, oppure sono andati via da piccoli; quelli che hanno imparato il Kalamatianos a scuola ed il Chassapico al party e quelli che, con grande dispiacere, eseguiranno un tango o un rock, se la loro moglie insisterà. Esistono anche i giovani dei gruppi di danza che non riescono a finire un Pentozali, avendo visto Creta solo sulla cartina geografica. Questa categoria balla folklore.


Folkloristica, è la danza tradizionale che si trova staccata dalla sua società tradizionale e così, mentre sembra fedele alla tradizionale, è profondamente contaminata e diversa. In alcuni casi, si creano delle coreografie e si passa alla categoria dei balletti; in altri casi, si presentano spettacoli di vari gruppi di danza ed infine nel caso peggiore non si parla nemmeno di “spettacolo” ma di semplice ginnastica.


La caratteristica principale della danza folkloristica è che la sua trasmissione non avviene in modo tradizionale, ma attraverso un meccanismo di riproduzione. Tutti gli insegnanti di danza e di ginnastica, la televisione e le case discografiche ne fanno parte. Passando attraverso il meccanismo di riproduzione della cultura della danza, il ballo smette di essere tradizionale, principalmente perchè diventa oggetto di scelta. L’insegnante e la televisione scelgono se e come insegnare Sirtos, mentre il padre, nel villaggio 50 anni fa, poteva insegnare a suo figlio solo Sirtos.
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